BLU: storia, curiosità ed usi del colore

di Matilde Maione

Questo colore, come il giallo, è uno dei colori più antichi, ma anche uno dei più apprezzati e venerati. È il colore del cielo e dell’oceano ma anche della spiritualità che calma e riposa l’anima. 

Essendo un colore freddo però, può essere percepito in modo completamente diverso e quindi immergiamoci nelle sue sfumature ed andiamo alla scoperta di questo meraviglioso ed emblematico colore.

🟦 STORIA DEL BLU 🟦

Il BLU venne creato intorno al 2.200 a.C dagli egizi, infatti porta il nome di “Blu egizio”. Tra i principali minerali cupriferi (che contiene rame) estratti in quest’epoca vi era l’azzurrite, di colore variabile tra l’azzurro verdastro ed il blu. Fu probabilmente il primo minerale da cui i pittori trassero il blu per la loro tavolozza. Il pigmento si ricava per semplice macinazione del minerale omonimo.

È stato usato nel corso del tempo in tutte le tecniche pittoriche, dalla pittura su tavola alla miniatura, ma nell’affresco viene steso normalmente a secco perché non è stabile nella calce. Per gli egizi questo colore era molto importante tanto da decorare ceramiche, statue e tombe dei faraoni. Le varianti del blu più famose sono quelle del blu oltremare, cobalto, ceruleo, indaco, blu di Prussia, blu marino (blue navy) fino ad arrivare ai più “recenti” International Klein Blue e YInMn. Tutte queste varianti hanno una loro storia ed una fortuita scoperta, come d’altronde tutti i colori.

Blu egiziano (Fonte: collage immagini pinterest.com)

Possiamo di certo dire che il Blu Oltremare fa la sua comparsa almeno 6000 anni fa quando gli egizi incominciarono ad importare i lapislazzuli dalle montagne dell’Afghanistan.

 

 

Si chiama Oltremare proprio perché le principali miniere di lazurite (minerale dal quale è estratto) si trovavano lì e quindi “al di là del mare”. Si tratta di un materiale molto pregiato, talvolta impiegato come pietra preziosa o semipreziosa. 

Era, inoltre, un pigmento di difficile lavorazione e, a meno che non si utilizzasse in partenza il minerale molto puro, ciò che si otteneva dopo la macinazione era una polvere blu tendente al grigio chiaro. È stato a lungo considerato il blu per antonomasia e, in virtù anche del suo costo, uno dei colori più ricchi e preziosi, spesso associato al rosso porpora e all’oro.

Il Blu Cobalto risale al VIII e al IX secolo, quando veniva utilizzato per colorare ceramiche e gioielli, soprattutto in Cina. Nel 1803 il chimico francese Louis-Jacques Thénard ne sintetizzò una variante per calcificazione di allumina e sali di cobalto e due/tre anni dopo era già impiegato in pittura e molto apprezzato dagli impressionisti e da pittori come Turner, Renoir e Van Gogh che iniziarono ad usarlo come alternativa del blu oltremare. Nello stesso periodo, più o meno, il tedesco Andreas Höpfner perfezionò il Blu Ceruleo, di colore blu cielo, assai apprezzato dai post-impressionisti.

“Vaso con iris”, Vincent Van Gogh, olio su tela, 92,7×73,9 cm, 1890, Van Gogh Museum di Amsterdam. (Fonte: vangoghmuseum.nl)

Se parliamo di Indaco invece, parliamo soprattutto di colorazione di tessuti. Questo colore si estrae da alcune piante del genere indigofera, originarie dell’India, della Cina e anche delle Americhe. Nel Medioevo la principale esportatrice dell’indaco era Baghdad, centro al quale facevano capo le carovane provenienti dall’Oriente e dal quale proveniva poi il prodotto.

 

In Asia, ma anche in Egitto, era impiegato come tintura. In Europa era conosciuto ed apprezzato come prodotto di lusso ed impiegato come pigmento, medicinale o cosmetico.  Benché non si produca più da fonti naturali (la sintesi dell’indaco risale al 1897), ancora oggi ha un ruolo molto importante: si tratta infatti del colorante usato per tingere i pantaloni più famosi del mondo: i Blue Jeans.

Potremmo continuare ancora all’infinito a parlare di tutte le sfumature e colorazioni scoperte nei secoli del BLU, ma questo articolo diventerebbe lunghissimo, quindi continuiamo con altre curiosità su questo bellissimo colore.

🔹QUALCHE CURIOSITÀ SUL BLU 🔹

– “YInMn Blue” o Mas Blue è una nuova sfumatura di blu scoperta per caso nel 2009 dallo studente/ricercatore Andrew Smith nel laboratorio del professor Mas Subramanian presso l’Università statale dell’Oregon. Smith nel tentativo di ottenere una fibra ad alta conducibilità elettrica, ottenne il composto chimico riscaldando a circa 1.100/1.200 °C il triossido di manganese con gli ossidi di ittrio e indio.

 

Il prodotto ottenuto non aveva le proprietà ferromagnetiche richieste dall’esperimento, ma in compenso ne uscì un composto dal colore blu brillante. Questa nuance ottenuta a temperature così elevate è assolutamente stabile, il suo colore non si modica al variare della luce o della T° e nemmeno mischiata con acqua o altre sostanze. In più è atossico ed ha ottime capacità rifrattive tanto da diminuire le temperature delle superfici di tutti gli oggetti colorati con questa tonalità.

Blu YInMn (Fonte: wonews.it)

Il colore e il suo impiego è per Yves Klein, artista francese noto per i suoi “Monocromi”, una ricerca di stile e un modello filosofico, tanto da crearne uno tutto suo. L’International Klein Blue è stato sviluppato dall’artista in collaborazione con dei chimici, sospendendo il pigmento asciutto in una resina sintetica dando vita ad un colore stabile e brillante. 

Questo colore diventerà poi il tema principale delle sue opere, sia sulla tela che nelle performance. La storia del IKB è stata raccontata da Teodoro Gilabert nel libro “Blu K. – Storia di un artista e del suo colore”.

Yves Klein circondato da sculture di spugna durante la mostra “Monochrome und Feuer”, Museum Haus Lange, 14 gennaio 1961 (Fonte: yvesklein.com)

La “Sultanahmet camii” o meglio conosciuta come la “Moschea Blu”, è una delle più importanti moschee di Istanbul, costruita dall’architetto turco di origine albanese Sedefkar Mehmed Agha. Chiamata così per le 21.043 piastrelle di ceramica turchese che ricoprono le pareti e la cupola.

Moschea Blu, Istanbul, 1609-1616 (Fonte: marcopolo.tv)

Nel 2003 a Palermo fu scoperta per caso, in un appartamento nel quartiere dell’Albergheria, nei pressi del mercato di Ballarò e nell’area dell’antico letto del fiume Kemonia, la denominata “Camera delle Meraviglie”. Una camera interamente dipinta ad olio con iscrizioni arabe in oro e argento su uno sfondo di un intensissimo blu. L’assoluta singolarità della camera suscitò ampissima eco internazionale, riscontrando notevole interesse tra docenti universitari, studiosi, esperti d’arte e islamisti di tutto il mondo.

Camera delle Meraviglie, Palermo (Fonte: terradamare.org)

Chissà se un giorno potremo osservare un tramonto su Marte come li osserviamo qui sulla Terra?! Una cosa però è sicura, sarebbe uno spettacolo magnifico visto che il colore del tramonto su Marte è BLU.

Immagine acquisita il 15 aprile 2015 con l’occhio sinistro della fotocamera Mastcam dal rover Curiosity, verso la fine del 956° giorno (o Sol) dal suo arrivo su Marte. La scena è un tramonto, osservato dall’interno del Cratere Gale (il luogo in cui il rover atterrò e che sta meticolosamente esplorando dall’agosto del 2012) (Fonte: spazio-tempo-luce-energia.it)

🔹USI ED EFFETTI DEL BLU 🔹

Tra tutti i colori il BLU è il più nobile e più utilizzato, d’altronde in classifica si piazza al primo posto come colore preferito dell’umanità. Associato all’immensità del cielo e alla profondità del mare, possiede moltissimi significati positivi come serenità, trasparenza, affidabilità, intelligenza, saggezza, lealtà, tranquillità, prudenza e molti altri.

Simboleggia l’unione nella pace, infatti è stato scelto per la bandiera delle Nazioni Unite e quella dell’Unione Europea.

Gli influssi benefici di questo colore sulla mente e sul corpo sono noti: induce alla calma, fissandolo a lungo l’effetto è di quiete ed armonia, perché provoca una maggiore attivazione del sistema nervoso parasimpatico, che inibisce la produzione di adrenalina.

Alcuni sostengono che il colore blu sia il colore preferito dalle persone emotivamente stabili, in grado di gestire al meglio ogni tipo di sensazione soprattutto il nervosismo.

Nel settore del marketing il blu è uno dei colori più utilizzati in assoluto, perché trasmette affidabilità e competenza, come possiamo vedere in moltissimi ambiti di business in cui l’azienda o l’attività deve rispecchiare nel cliente un forte senso di fiducia, serenità, affidabilità e serietà.

In Internet è il colore più usato in assoluto, ci mette a nostro agio e ci rassicura che la nostra esperienza online sia sicura ed affidabile e magari anche veloce. Nelle grafiche online non distrae e ci permette di concentrare la nostra attenzione sul contenuto e comunque non dà fastidio agli occhi se dosato bene.

Bravo Mark, hai scelto il colore giusto per Facebook!

Nei packaging e nelle pubblicità è solitamente utilizzato per pubblicizzare e presentare prodotti e servizi dedicati all’uomo, alla pulizia e alla serenità. Non viene quasi mai utilizzato associato al cibo perché come molti studi hanno dimostrato, questo colore placa la fame e quindi sarebbe controproducente utilizzarlo per pubblicizzare degli alimenti che vanno acquistati al supermarket.

 

Non vorremmo mai placare la fame dei consumatori al momento dell’acquisto no?

“𝑈𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑎, 𝑠𝑖𝑐𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖 𝑒𝑟𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑒𝑟𝑜, 𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑏𝑙𝑢: 𝑒𝑟𝑎 𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑚𝑜”

Pɪᴇʀʀᴇ﹣Aᴜɢᴜsᴛᴇ Rᴇɴᴏɪʀ

“La vague”, Renoir, 1879, olio su tela, 72.6 × 91.6 cm, The Art Institute of Chicago (Fonte: artic.edu)

Fonti ed approfondimenti:

wonews.it, icri-go.edu.it, lamenteemeravigliosa.it, fotolitofram.it, focus.it, curiositadalmondo.it, sandraianni.it, flobidesign.it, benesseresalute.net

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.