Le calde notti bianche di Leningrado. La trilogia del cavaliere d’inverno di Paulina Simons

di Mariachiara Leone

La nostra storia inizia in una calda mattina di giugno a Leningrado. Tatiana Metanova “ebbra di vita, dormiva il sonno dell’intrepida giovinezza. Non durò a lungo”.

Traduttore: Lucia FochiFrancesca Del Moro

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Collana: Narrativa

Anno edizione: 2014

Formato: Tascabile

Pagine: 700 p., Brossura

Prezzo: 12,35

Quella della trilogia della Simons è una lettura perfetta per il periodo estivo che saprà coinvolgere anche il lettore più esigente. Contraddistinta, infatti, da elementi quali, contesto storico accattivante, le vicende di una famiglia russa, una relazione d’amore tutt’altro che cliché, la trama, che si dipana in tre volumi, diventa una lettura che mette d’accordo più generazioni.

Ma chi è Paulina Simons?

Nata a San Pietroburgo nel 1963, negli anni Settanta Paulina Simons emigra con la famiglia negli Stati Uniti, dove tutt’ora vive e scrive. Le vicende della trilogia della Simons si ispirano alla storia della sua famiglia in Russia ed in particolare alla relazione d’amore dei nonni, a cui la scrittrice dedica tutto il suo lavoro.

In poco tempo il primo volume della saga, Il cavaliere d’inverno, diviene best-seller. Venduto e pubblicato in moltissimi paesi, tra cui l’Italia, esso permette alla Simons di diventare una delle scrittrici più amate e seguite. Ad oggi in Italia sono stati pubblicati anche altri due romanzi che esulano dalla trilogia che l’ha resa famosissima in tutto il mondo. Essi sono rispettivamente:

“Una valigia piena di sogni” e “La casa delle foglie rosse”.

The Bronze Horseman: la storia

La vita di due sorelle, Tatiana e Dasha Metanova, che condividono una stanza singola di un appartamento angusto con i loro fratelli e genitori, viene sconvolta dalla notizia della guerra imminente. L’inarrestabile blitz dell’esercito tedesco a Leningrado ai danni dell’esercito russo innescherà una serie di situazioni che coinvolgerà in prima linea tutti i membri della famiglia Metanova.

A rendere rovente una situazione già tesa e terribile, l’incontro fortuito di Tatiana con un soldato russo di origine americana, un certo Alexander, che metterà in crisi il suo rapporto con la sorella Dasha.

Queste le premesse che danno vita ad una storia che entra nel cuore dei lettori. Complici il contesto storico ossia la descrizione di una Leningrado e più in generale di una Russia durante la seconda guerra mondiale, i pericoli, le relazioni complicate all’interno del nucleo familiare dei Metanova e solo in fine la storia d’amore tra i due protagonisti, questa è una trilogia che si “beve tutta d’un fiato”.

Una minoranza di lettori preferiranno sicuramente fermarsi al primo volume che potrebbe effettivamente essere letto come autoconclusivo. Dunque perché leggere gli altri due volumi che compongono la serie?

La conclusione del primo volume lascia l’amaro in bocca e di fatto non adatto sicuramente a chi brama “il lieto fine”. La storia, le ambientazioni, i personaggi secondari che accompagnano l’evoluzione psicologica ma anche di maturità (Tatiana ed Alexander sono anagraficamente piccoli d’età all’inizio della storia) dei protagonisti, vengono distribuiti sapientemente dalla Simons sulla base dei tre volumi. Per cui la lettura sarà pienamente appagante se seguirà la struttura narrativa proposta dall’autrice, ossia la lettura dei restanti due.

Scritta benissimo, con un ritmo serratissimo, Tatiana ed Alexander, le loro vicende, insieme e poi in solitaria, vi trasporteranno in un vortice di sensazioni. Una montagna russa in cui prima ci si commuove poi ci si arrabbia ed infine si tira un respiro di sollievo assaporando il dolce bisogno di rileggere l’intera trilogia partendo dal fatidico incontro su quell’autobus che cambierà per sempre le sorti della vita dei protagonisti.

“Era un giorno perfetto. Per cinque minuti non ci sarebbe stata nessuna guerra, in quella magnifica domenica di giugno a Leningrado.  Alzando gli occhi dal gelato, vide un soldato che la fissava dall’altra parte della strada”

Buon viaggio a vedersi nella Russia dell’estate 1941.

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