Tuffi astratti: I libri si vestono di blu!

di Mariachiara Leone

Scrivere di libri non è mai semplice soprattutto se recensendoli si vuole stuzzicare la curiosità di altri lettori.

Vestirli di blu forse può aiutare. Un percorso nelle sfumature di questo colore usate all’interno delle copertine delle storie di quelli che, simpaticamente, si potrebbero definire “libri belli fuori e dentro”.

Le prime tre sfumature di blu: “Sette minuti dopo la mezzanotte”, “L’eleganza del riccio”, “L’ amica geniale”

Un tuffo di mezzanotte nel blu di una storia di formazione, quella di “Sette minuti dopo la mezzanotte” di Patrick Ness.

Traduttore: Giuseppe Iacobaci

Illustratore: Jim Kay

Editore: Mondadori

Collana: Oscar junior

Anno edizione: 2014

Formato: Tascabile

Pagine: 224 p., ill. , Brossura

Questa è la storia di Conor. Esattamente sette minuti dopo la mezzanotte, egli riceve la visita di un “mostro” che al contrario di come se lo immagina, in realtà inizia a raccontargli delle storie. Per alcune notti “il mostro” farà visita a Conor ed ogni notte il ragazzo farà un passo in avanti nella consapevolezza del male che affligge la madre.

“Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte”

Ad accompagnare la splendida narrazione, le illustrazioni di Jim Kay rendono magica la storia scritta da Patrick Ness sulla base dell’idea di Siobhan Dowd.

Dall’appartamento dove abita Conor il blu prosegue il suo viaggio approdando nella portineria al numero 7 di rue de Grenelle.

Traduttore: Emanuelle CaillatCinzia Poli

Editore: E/O

Anno edizione: 2014

In commercio dal: 30 aprile 2014

Pagine: 318 p., Rilegato

“L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery vede protagonista Renée, una donna di cinquantaquattro anni che lavora come portinaia presso un palazzo privato abitato da una serie di famiglie ricche ed illustri tra cui quella di un primo ministro “ottuso”. Per essere precisi, infatti, questa non è tanto la storia di Renée quanto quella della relazione di “amicizia” bizzarra che si instaura tra la donna e la figlia del primo ministro, Paloma. Una ragazzina geniale, molto sola che esordisce più o meno così

“Io ho dodici anni, abito al numero 7 di rue de Grenelle, in un appartamento da ricchi. I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca, e di conseguenza mia sorella ed io siamo virtualmente ricche”

Questo romanzo è stato un vero e proprio caso editoriale. Amatissimo dai lettori, ancora oggi è considerato tra i romanzi contemporanei più belli mai pubblicati in Francia.

 

Il blu tinge anche un altro tipo di famiglie, un altro tipo di “amicizia”, molto più cruda.

Editore: E/O

Collana: Dal mondo

Anno edizione: 2011

In commercio dal: 14 ottobre 2011

Pagine: 400 p.

Ci troviamo a Napoli, una città che di blu se ne intende. Ma, a differenza del palazzo ricco e del quartiere facoltoso di Renée, il lettore farà i conti con le famiglie del Rione.

La narrazione segue le vicende di due donne Elena e Raffaella e delle rispettive famiglie. Il primo volume “L’amica geniale” compone la quadrilogia scritta da Elena Ferrante.

In questo primo libro la scrittrice si concentra nel presentare al lettore l’infanzia e successivamente l’adolescenza delle due protagoniste. Elena Greco, detta Lenù, è la figlia dell’usciere mentre Raffaella Cerullo, che tutti chiamano Lina e che Elena chiama affettuosamente Lila, è la figlia dello scarparo.

La Ferrante, divenuta tra le scrittrici contemporanee più amate dai lettori, riesce ad inserire la sua narrazione inventata, ossia le vicende di Lila e Lenù, nella cornice storica e sociopolitica di Napoli ma più in generale dell’Italia degli anni Cinquanta.

Moltissimi si sono avvicinati alla lettura della quadrilogia grazie alla serie tv che ne è stata tratta. Tantissimi sono stati in questi anni, articoli, recensioni, documentari, che si sono affastellati sul web descrivendo il lavoro della scrittrice (o scrittore?). Superando ogni qualsivoglia recensione, la saga che è “L’amica geniale” ha reso omaggio in termini letterari alla città di Napoli, facendone conoscere luci ed ombre.

Le ultime tre sfumature di blu: “Lizzie”, “Blankets”, “Le luci di settembre”

Shirley Jackson, famosissima per il suo “Abbiamo sempre vissuto nel castello”, è una scrittrice che molti associano al genere horror o comunque ad un tipo di narrazione molto inquietante, dai risvolti macabri.

Traduttore: Giuseppe Iacobaci

Illustratore: Jim Kay

Editore: Mondadori

Collana: Oscar junior

Anno edizione: 2014

Formato: Tascabile

Pagine: 224 p., ill. , Brossura

Molto più che rientrare nel genere horror, moltissimi dei suoi romanzi, come nel caso di “Lizzie”, giocano in maniera elegante con alcuni elementi perturbanti della sfera psicologica umana. Tra le righe di tutti i suoi lavori, la Shirley sembra vociferare all’orecchio del lettore il concetto che sia la realtà ad essere molto più terrificante della fantasia narrativa dello scrittore.

Nel romanzo “Lizzie” tutto sommato non accadono vicende tremende. Il romanzo non gioca con la paura del lettore bensì si muove sul filo dell’ambiguo.

La storia è quella di Elizabeth Richmond, una facoltosa donna di ventitré anni che vive con la petulante zia e sembra essere affetta da una grave depressione. Ella infatti non ha alcun progetto di vita se non quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile. Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà…”

 

Un blu, quello di “Lizzie”, che allevierà chiunque sia rimasto deluso dalla serie tv Netflix, “Freud”.

Traduttore: C. Manzolelli

Editore: Rizzoli Lizard

Anno edizione: 2010

Pagine: 592 p., ill. , Rilegato

Quella di “Blankets”, rispetto alla sfumatura di blu di “Lizzie”, è un tipo di blu agrodolce.

La storia, scritta da Craig Thompson, è una storia d’amore unica nel suo genere. Per essere precisi, questa è una Graphic Novel autobiografica. Il lettore si troverà a leggere e guardare la vita dello scrittore a partire dalla sua infanzia nel Winsconsin.

La prima parte della Graphic Novel riguarda infatti il suo rapporto con i genitori ed il fratello. Ci si sofferma molto sul rapporto che Craig ha con la religione ma a farla da padrone è la conoscenza di Raina e l’evoluzione di una storia d’amore davvero fuori da ogni cliché.

La storia ed il tipo di blu di “Le luci di settembre”, dello scrittore spagnolo da poco scomparso Carlos Ruiz Zafón, accompagna il lettore verso la ripresa. Un mese, quello di settembre che non si prospetta dei più semplici.

Un buon metodo per affrontarlo è teletrasportarsi, grazie al potere della lettura, nell’estate del 1937.

Traduttore: Bruno Arpaia

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Anno edizione: 2011

Pagine: 268 p., Rilegato

“Durante l’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l’uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato – e che sembrano avere vita propria – mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l’armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta. Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l’oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre”

Sono storie, quelle consigliate tra le righe di questo articolo, che in qualche modo rendono omaggio al colore blu. Un colore che…

“… è astuto, sornione, sguscia nella stanza di sbieco, è subdolo e scaltro. […] Blu è gloria e potere, un’onda, una particella, una vibrazione, una risonanza, uno spirito, una passione, un ricordo, una vanità, una metafora, un sogno”

(cit. “Sacré bleu” di Christopher Moore)

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